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Partenze nella scuola nuoto: una progressione didattica
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Partenze nella scuola nuoto: una progressione didattica
condividi su facebookPubblicato il 24/01/2012
(ultima modifica: 11/09/2014)
"Chi ben comincia è già a metà dell'opera".
Così mi sento di introdurre questa progressione didattica che vista la sua importanza si colloca a cavallo dei vari livelli del processo di apprendimento della scuola nuoto: fra la fase di ambientamento e padronanza dell'ambiente acquatico (percezione del proprio corpo), e la fase di agilità e destrezza in acqua (propedeutica alle diverse specialità natatorie).
Un buon tuffo dal blocco, una buona partenza dal bordo vasca non solo non deve svantaggiare la performance ma anzi, la deve agevolare: in una gara agonistica, avere padronanza delle conoscenze e abilità nella partenza fa la differenza tra il salire o meno sul podio.
Senza sforare nell'argomento delle partenze e virate agonistiche (che si attua nel 3° livello di apprendimento) vediamo quale può essere una successione di esercizi in progressione, con crescente difficoltà, che si può somministrare ai bambini nell'apprendimento di questo "fondamentale" (1° e 2° livello).

Di seguito una sequenza di esercizi dal più facile al più difficile per insegnare nella maniera corretta i tuffi:

1) a secco, sbilanciamenti verso l'avanti o dietro con piccola spinta degli arti inferiori, su di un tappeto morbido.
2) come punto 1 ma aggiungendo uno slancio degli arti superiori
3) a secco, fare il "coniglietto": posizione raccolta, piccola spinta degli arti inferiori, atterraggio avanti prima sulle mani, e poi con appoggio dei piedi (come un volteggio)
4) salti e cadute libere in acqua (es. "a bomba", "a candela"..)
5) "delfinetto" in acqua (in piedi in acqua bassa) tuffo con utilizzo del capo come timone per scendere e poi risalire: punti di riferimento "guardare i propri piedi" poi guardare verso l'alto
6) "gambero", salti verso dietro in acqua bassa
7) lasciarsi cadere avanti o indietro dal secondo scalino dal basso della scaletta e inibire il riflesso di raddrizzamento
8) scivolamenti dal bordo supino o prono con ausilio di tavoletta, poi senza (sperimentare vari metodi per diminuire la resistenza fino ad arrivare alla posizione più idrodinamica)
9) tuffo dal bordo, seduto sul bordo con braccia già distese sopra la testa in posizione idrodinamica (evita problemi di coordinazione)
10) tuffo dal bordo, in ginocchio
11) tuffo dal bordo, in ginocchio aperto
12) tuffo dal bordo, in massima raccolta
13) tuffo dal bordo, con ausilio di una sedia su cui si è seduti e sbilanciamento della stessa verso la vasca (per portare il baricentro in avanti)
14) tuffi in piedi dal bordo
15) tuffi in piedi dal bordo con primi contro-movimenti della braccia in slancio
16) primi tuffi dai blocchi di partenza in forma grezza (anche con ausilio di supporti come asticella posta a varie altezze da saltare per trovare gli angoli di stacco e ingresso ottimali)

Autore:
Nicola Turco


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